cos'è una casa passiva
(del 19/07/2007 alle 14:52:53, LEGGI POST, linkato 4247 volte)
La casa passiva (passivhaus secondo il termine originale di lingua tedesca, passive house in lingua inglese) è un’abitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento tradizionale, quali caldaie, termosifoni o sistemi analoghi.
La casa è detta “PASSIVA” perché la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi dalle finestre, il calore presente nel terreno e il calore generato internamente all’edificio, sia da elettrodomestici che dagli occupanti stessi, sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda.
L’energia necessaria a pareggiare il bilancio termico dell’edificio è tipicamente fornita con sistemi non convenzionali (es. pannelli solari o pompa di calore per riscaldare l’aria dell’impianto di ventilazione controllata a recupero energetico).
L’impianto di riscaldamento convenzionale si può eliminare se il fabbisogno energetico della casa è molto basso, convenzionalmente inferiore a 15 kWh al m² anno.
Queste prestazioni si ottengono con una progettazione molto attenta, specie nei riguardi del sole, con l’adozione di isolamento termico ad altissime prestazioni su murature perimetrali, tetto e superfici vetrate e mediante l’adozione di sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico. Mentre fino a qualche anno fa utilizzare l'energia solare implicava limitazioni architettoniche, oggi sono possibili allestimenti personalizzati, favoriti anche dai contributi pubblici previsti per tali opere.
I principi su cui si basa una casa passiva sono quindi essenzialmente 4: - eccellente coibentazione dell'involucro abitativo, comprese le aperture, con pareti isolanti di spessore 30-40 cm. - ottimizzazione del guadagno solare passivo e al contempo protezione dal surriscaldamento estivo tramite corretto orientamento delle facciate e ombreggiamenti - ventilazione controllata con recupero di calore ad alto rendimento - assenza di ponti termici.

Queste brevi considerazioni, di carattere necessariamente generico, sono anche alla base del sistema di classificazione energetica degli edifici che, nato in ambito tecnico, è oggi parte della legislazione italiana. In base ad esso, si suddividono gli edifici in classi energetiche definite dal consumo annuo di combustibile per metro quadro utilizzato per il riscaldamento.
IL PARADOSSO: in Europa ci sono oltre 3.000 case senza riscaldamento tradizionale dove comunque nessuno ha freddo. Sono quasi tutte al nord dove fa più freddo e c’è meno sole, mentre nel mediterraneo dove il clima è mite, non ce ne sono.
Sono d'accordo sul principio. Si devono considerare però i fabbisogni di energia elettrica, il raffrescamento estivo la produzione di acqua calda sanitaria. Si devono considerare i circa 15.000.000 di abitazioni costruite in italia e che non rispondono a questi requisiti. Trovare una gamma di possibili soluzioni potrebbe essere una sfida da raccogliere e sviluppare.
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