Caratteristiche di una casa passiva
(del 19/07/2007 alle 16:51:29, LEGGI POST, linkato 4707 volte)
L’esigenza di progettare e realizzare abitazioni a basso consumo energetico trae origine da una duplice problematica: - ecologica, volta a limitare le emissioni di gas serra: negli ultimi decenni infatti, l’espansione urbanistica e produttiva a livello mondiale hanno determinato incrementi di CO2 nell’atmosfera che stanno già determinando il “global warming”, l’aumento della temperatura dell’atmosfera terrestre e degli oceani. Le previsioni degli scienziati (fino a poco tempo or sono più controverse di quanto lo siano allo stato attuale) appaiono, al riguardo, allarmanti: esse delineano scenari per i prossimi decenni che paventano fenomeni, quali la scomparsa anche del 30% delle specie viventi, siccità permanente in vaste aree del pianeta, aumento del livello degli oceani che porteranno, entro la fine del secolo, alla sommersione di molte zone costiere e alla necessità di spostamento di circa un miliardo di persone, - energetica, non disgiunta dalla prima, causata dall’assottigliamento delle fonti tradizionali di energia rappresentate da combustibile fossile (petrolio e derivati). Anche a causa delle complicate situazioni geopolitiche nelle regioni più ricche di petrolio, i costi per riscaldamento tradizionale sono aumentati negli ultimi anni, incidendo in maniera sostanziale sui bilanci economici delle nazioni, e dei singoli cittadini. Un apporto determinante nella possibile soluzione di questo complesso problema è costituito dalla utilizzazione di nuovi materiali per costruzioni che, integrati con tecniche innovative a livello impiantistico, ottengano un sistema in grado di minimizzare e virtualmente eliminare il fabbisogno di combustibile fossile per il riscaldamento invernale, oltre a rendere minimi i fabbisogni di energia elettrica per il raffrescamento estivo dei locali. Un tale sistema, oltre a incidere direttamente in modo positivo sui risparmi economici degli utilizzatori, consegue anche il beneficio di una aumentata sensibilità verso le tematiche ambientali, contribuendo a formare una cultura collettiva che sola, in ultima analisi, può determinare una inversione di rotta nei cambiamenti climatici connessi agli enormi consumi energetici delle società industrializzate. Affinché un edificio possa definirsi "passivo", esso deve contemporaneamente soddisfare un pacchetto di requisiti che si traducono, per il sistema edificio-impianto, in elevati livelli prestazionali sia dal punto di vista energetico che della sostenibilità ambientale. A tal fine, componenti opachi e finestrati devono presentare un ottimo isolamento termico ed il sistema di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) deve abbinare elevata efficienza ed efficacia. Dal punto di vista della sostenibilità ambientale la casa passiva si pone un duplice obiettivo: avere il minore impatto possibile sull’ambiente (per quanto attiene sia le emissioni di gas serra che lo sfruttamento delle risorse rinnovabili) ed implementare la qualità ambientale interna globale (comfort termoigrometrico, acustico ed illuminotecnico e Indoor Air Quality). La consapevolezza energetica dell’edificio si integra fortemente con un ulteriore obiettivo che mira all’implementazione dello sfruttamento degli apporti energetici gratuiti, attraverso lo studio dei componenti finestrati e l’uso di appropriati prodotti edilizi che agiscono da sistemi solari passivi a guadagno diretto. La casa passiva è un edificio in cui i requisiti relativi al comfort interno ed al microclima sono raggiunti e controllati limitando l’ausilio di sistemi di climatizzazione attivi convenzionali. Il termine "passiva" deriva dal fatto che la casa è in grado di riscaldarsi pressoché da sola. Una casa passiva ha temperature interne confortevoli d'estate, poiché l'isolamento termico ottimale blocca il flusso di calore proveniente dall'esterno. A tale scopo le finestre devono essere ombreggiate mediante persiane, balconi o strutture particolari. D'inverno invece, la casa passiva viene riscaldata sfruttando il calore irradiato dal sole attraverso le finestre nonché attraverso l'emissione di calore da parte di apparecchi (elettrodomestici, computer, ecc.) e degli abitanti stessi. L'aria fresca viene preriscaldata mediante il recupero di calore, cioè il calore dell'aria in uscita viene trasferito all'aria fresca in entrata da uno scambiatore di calore. Diventa così superfluo un sistema di riscaldamento convenzionale, cioè "attivo", motivo per cui si parla di case "passive".

Inizialmente i requisiti prestazionali per un edificio passivo prevedevano: - fabbisogno di energia utile per riscaldamento inferiore a 15 kWh/m²a (molto inferiore a quanto strettamente richiesto per la classe A); - assenza di ponti termici (definito con temperature interne superficiali sotto 17°C); - alta tenuta all'aria: n50 < 0,6 h-1; - fabbisogno di energia primaria totale < 120 kWh/ m²a; Successivamente, con la realizzazione di edifici passivi anche a latitudini più basse, è stato introdotto uno standard che tenesse conto del problema del surriscaldamento estivo: - la % di giorni con temperatura interna dell'aria ti > 25°C deve essere inferiore al 10%. Dunque le caratteristiche più importanti che un edificio passivo deve avere sono principalmente due: un involucro esterno altamente isolato, realizzato senza ponti termici e a tenuta all'aria, e un impianto di ventilazione efficiente in grado di assicurare un adeguato ricambio d’aria agli ambienti.
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