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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
(del 06/10/2008 alle 17:08:49, LEGGI POST, linkato 1177 volte)
Lo standard da seguire per progettare e costruire edifici passivi (<15kWh/mq annui), nato come più volte ripetuto nel nord dell’Europa, è stato adattato al clima mediterraneo. Un edificio realizzato in Italia non va infatti protetto solo dal rigore invernale, ma anche dall’afa estiva. Ed ecco nascere il progetto Passive-On che tiene conto non solo delle significative differenze climatiche tra nord e sud Europa, ma anche tra nord e sud Italia.
In generale una casa del Sud Europa potrà avere un livello di tenuta all’aria leggermente inferiore ad una edificata a nord ma dovrà prevedere protezioni contro le radiazioni solari dirette e un sistema per il raffrescamento che elimini il calore accumulati in eccesso.
Un progetto pubblicato in collaborazione con Rockwool, prende 3 città rappresentative di Nord, Centro e Sud Italia per stabilire le caratteristiche di altrettanti edifici passivi situati a Milano (zona E con inverni rigidi ed estati afose), Roma (zona D con inverni miti ed stati non troppo critiche) e Palermo (zona B con inverni miti ed estati roventi). Vediamo le differenze più significative: - Palermo: indispensabili le schermature solari, copertura e pareti esposte devono necessariamente essere ben coibentate, mentre si evita l’isolamento del basamento proprio per disperdere al suolo il calore accumulato; non sono necessari i tripli vetri, come la ventilazione notturna data la minima escursione termica tra giorno e notte. - Milano: fondamentale la tenuta all’aria e l’isolamento termico dell’intero involucro (basamento compreso), tripli vetri e ventilazione notturna per ovviare all’afa estiva.

Nella prima colonna a sinistra è presa in considerazione la superficie delle vetrate esposte a sud; più è ampia, minore è il consumo energetico per il riscaldamento (linea rossa), con una leggera crescita dei costi di condizionamento (linea azzurra). La colonna al centro riporta il rapporto superficie/volume, indicando che più è ridotto, migliora è la performance energetica. La colonna a destra riporta l’esposizione a sud-ovest che è senz’altro più vantaggiosa nel centro Italia.
(del 14/08/2008 alle 18:00:12, LEGGI POST, linkato 796 volte)
A cadenze periodiche, televisioni, giornali, radio, blocchi del traffico, ci ricordano il preoccupante livello di inquinamento raggiunto nelle città in cui viviamo. I più di noi però, non conoscono o sottovalutano l’inquinamento indoor, quello presente all’interno della maggior parte delle nostre abitazioni. I fattori inquinanti legati agli edifici hanno svariate fonti:
le tecniche costruttive, le tecnologie e le modalità d’uso degli impianti, la ventilazione insufficiente, l’umidità, i rumori fastidiosi permanenti, i materiali utilizzati, i campi elettromagnetici e le emissioni nocive rilasciate da molti prodotti sintetici a base di sostanze chimiche (rivestimenti, isolanti, vernici, ecc). La conseguenza, riconosciuta da studi scientifici, è la Sick Building Syndrome, termine coniato dall’OMS per identificare l’insieme multiforme di disturbi quali irritazione delle mucose e delle prime vie aeree, secchezza oculare, cefalea, vertigini, difficoltà di concentrazione, secchezza e irritazione della pelle, allergie,percezione di odori sgradevoli, ecc., associabili alla vita in un ambiente (casa ma anche luogo di lavoro) malsano.
Come difendersi? Comportandosi nel processo decisionale che accompagna la scelta della propria casa con gli stessi scrupoli per la salute che abbiamo quando compriamo un farmaco. Ognuno di noi dovrebbe coltivare una personale cultura della “qualità della vita”, informandosi sul ciclo di vita dei prodotti impiegati per costruire la propria casa, sulle fonti di approvvigionamento, sull’efficienza energetica, i tempi di logoramento e gli accorgimenti per limitare l’usura degli impianti.
Qual è la soluzione? Una risposta in tal senso è data dagli edifici passivi e a basso consumo energetico che consentono di usare il termine “qualità di vita” correlando positivamente salute e sistemi costruttivi attraverso una maturata attenzione per il comfort abitativo inteso come: - Qualità della progettazione integrata: comfort termoigrometrico, acustico e illuminotecnico per un microclima ideale sia d’estate che d’inverno - Qualità dell’aria interna - Qualità dei materiali impiegati
Per comprendere come questi risultati siano raggiungibili, segui le fasi progettuali e realizzative di Casa Canellini, anche attraverso il video presente sul sito, e richiedi tutte le informazioni di cui hai bisogno. Sarà impossibile non comprendere il valore aggiunto in termini di benessere abitativo che distingue una casa passiva da una casa tradizionale.
(del 11/06/2008 alle 11:36:31, LEGGI POST, linkato 1176 volte)
Secondo un'indagine di Scenari Immobiliari, Istituto Indipendente di Studi e Ricerche, un immobile residenziale costruito secondo criteri di risparmio energetico e di ecocompatibilità avrà, da qui al 2012, aumenti fino al 15% nelle quotazioni di mercato rispetto a un pari immobile non ecologico, con punte fino al 22% nel Nord Italia.
Nel mercato immobiliare, da sempre ogni innovazione tecnologica ha portato a un aumento delle quotazioni. Oggi l'innovazione si misura sul risparmio energetico e sulla compatibilità ambientale: in Italia un immobile residenziale realizzato o ristrutturato secondo questi criteri avrà nei prossimi cinque anni un incremento medio di valore fra il 7% e il 15%, dovuto all'aumento della domanda di edilizia sostenibile per case a basso consumo energetico. Il picco si avrà nelle grandi città del Nord, con un aumento di valore del 22%.
Già in passato l'innovazione tecnologica ha influito sulle quotazioni: all'inizio del Novecento l'arrivo dell'acqua potabile e poi del gas, dell'ascensore, del riscaldamento e della luce elettrica determinò un aumento del valore della casa. Nei primi anni del terzo millennio l'innovazione si è tradotta in una casa plurifunzionale integrata con i servizi della città e collegata con il mondo, dove convivono funzioni di rappresentanza, lavorative e di ricerca.
Oggi è la casa a basso consumo energetico rispettosa dell’ambiente che vede rapidamente aumentare le proprie quotazioni. Com’era prevedibile, date le linee guida tracciate a livello mondiale e indicanti per tutti i settori produttivi la necessità di adeguarsi a nuove prestazioni energetiche, nell’ottica di offrire abitazioni, aziende ed edifici pubblici dotati di impianti ad alta efficienza energetica in grado di offrire un nuovo comfort interno e un maggior risparmio energetico.
L’incremento di valore dell’investimento unito al risparmio economico continuativo nelle spese energetiche rende ancora più veloce l’ammortamento del costo iniziale per l’impiantistica ad alta efficienza energetica e per gli accorgimenti progettuali che distinguono una casa Autonoma da una casa tradizionale. Questi risultati, assieme ad un comfort termoigrometrico, acustico e visivo che assicura una Qualità della vita neppure ipotizzabile senza una progettazione che tiene conto del bilancio energetico di un edificio, convincono sempre più famiglie a scegliere di abitare in una casa a basso consumo energetico.
(del 06/06/2008 alle 12:31:24, LEGGI POST, linkato 1134 volte)
L’Art. 1 comma 288 della Finanziaria 2008 introduce l’obbligo, dal 01/01/2009, della Certificazione Energetica per ottenere il Permesso a Costruire, e diventerà obbligatorio individuare strategie finalizzate al risparmio idrico e al reimpiego delle acque meteoriche. La novità rispetto al 2007 sta quindi nella sostituzione di un obbligo ex-post in un obbligo ex-ante. Sempre nell’Art.1 comma 289 è previsto, dal 01/01/2009, che il Permesso di Costruire sarà vincolato, per i nuovo edifici, all’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In particolare diventa obbligatoria, salvo impossibilità tecnica, la produzione di almeno 1 kW per ogni unità abitativa e 5 kW per i fabbricati industriali. I progettisti dovranno perciò considerare, oltre alla già obbligatoria produzione di acqua calda sanitaria pari al 50% del fabbisogno, un impianto fotovoltaico con dimensioni che a questo punto meritano una riflessione se l’abitazione sarà di tipo intensivo e in contesto urbano.
Quanto al Conto Energia … L’art. 8 del decreto attuativo del conto energia sancisce che, oltre alle tariffe incentivanti il produttore ha diritto ad uno sconto sulla propria bolletta pari al valore di energia prodotta per la tariffa applicata dal gestore. Il nuovo DM 19/02/2007 ha introdotto le seguenti semplificazioni: • abolizione della fase istruttoria preliminare all’ammissione alle tariffe incentivanti • abolizione del limite annuo di potenza incentivabile • articolazione delle tariffe in modo da favorire le applicazioni di piccola taglia architettonicamente integrate • premio per impianti fotovoltaici abbinati all’uso efficiente dell’energia • eliminazione delle comunicazioni di inizio, di fine lavori e di entrata in esercizio da inviare al GSE. Le tariffe incentivanti vanno da un minimo di 36 ad un massimo di 49 centesimi di euro per kWh prodotto e rimangono costanti per un periodo di venti anni. Le tariffe incentivanti sono stabilite sulla base dell’integrazione architettonica dell’impianto fotovoltaico in questione (impianto non integrato/impianto parzialmente integrato/impianto totalmente integrato). La certificazione energetica dell’edificio è obbligatoria solo per aver diritto al premio aggiuntivo; è previsto un ulteriore aumento dell’incentivo, anche del 30%, per piccoli impianti che alimentano utenze di edifici sui quali siano stati effettuati interventi per il risparmio energetico certificabili. I vantaggi economici per il responsabile dell’impianto derivanti dall’utilizzo dell’energia prodotta sono: - la cessione in rete - i propri autoconsumi (risparmio effettivo sulla bolletta elettrica) - lo scambio sul posto con la rete elettrica (solo per impianti fino a 20 kW)
(del 05/05/2008 alle 17:23:00, LEGGI POST, linkato 883 volte)
Torna a Milano, nell’importante location del Nuovo Quartiere Rho, la Mostra Convegno Expocomfort, alla quale Autonoma ha partecipato dall’11 al 15 marzo 2008 per presentare, in collaborazione con il marchio RIELLOeWAY, il nuovo progetto BORGO AUTONOMA. Il progetto presentato al pubblico nel corso della fiera, rappresenta una concezione nuova e versatile di abitare ed è la risposta concreta a chi, investendo in un’abitazione, non vuole accontentarsi.
Guardando il risultato dal punto di vista di chi l’abiterà, Borgo Autonoma è un quartiere residenziale nel quale ogni unità abitativa è stata pensata per appagare il gusto estetico e al contempo garantire il risparmio energetico e il benessere interno attraverso lo studio delle soluzioni architettoniche ed impiantistiche ad alta efficienza energetica più adeguate allo specifico caso. Filo conduttore tra gli abitati, il verde attrezzato e gli ambienti comuni o polifunzionali che favoriscono la socialità tra i residenti. Il ”cuore” dal quale traggono autonomamente energia e benefici economici tutte le unità abitative è costituito da un impianto di micro-teleriscaldamento. A completamento del servizio offerto, la possibilità di godere di una ESCO (Energy Service COmpany) distribuita che si occupa della gestione energetica, dalla fornitura all’installazione dell’impianto, dall’assistenza post vendita alla bollettazione energetica.
Per il committente, scegliere Borgo Autonoma significa comprendere il maggior valore che acquisisce un investimento applicando tecnologie innovative, ad alta efficienza energetica e vicine alle esigenze del cliente. Rivolgersi ad Autonoma significa assicurarsi vantaggi in termini di professionalità e di qualità dell’operato che risultano dall’avere a disposizione un’intera filiera e contemporaneamente di trasparenza e di velocità di risposta che derivano dall’interfacciarsi con un unico referente dall’inizio alla fine dei lavori. Autonoma si avvale infatti di una rete di professionisti, esempi di eccellenza nel proprio settore, che le consentono di seguire passo dopo passo la progettazione e la realizzazione senza nulla lasciare al caso. Gli obiettivi che ci prefiggiamo nei confronti del committente sono quello di proporre soluzioni abitative avanzate che non si aggiungano ai già numerosi appartamenti sfitti e invenduti costruiti secondo i crismi dell’architettura tradizionale. E in più la possibilità di partecipare alla Esco distribuita ed eventualmente trarre profitto anche dalla vendita a terzi dell’energia in esubero.
Per avere maggiori informazioni sul progetto, contattaci!
(del 28/03/2008 alle 16:58:11, LEGGI POST, linkato 1092 volte)
Leggiamo ormai su qualsivoglia quotidiano o rivista che le responsabilità del 42% dei consumi energetici del continente europeo sono attribuite alla scellerata gestione termica degli edifici residenziali e del comparto terziario. Il ministero dello Sviluppo Economico rivela che quasi il 90% del patrimonio edile italiano ha un fabbisogno energetico di circa 220 kWh/mq*a, ovvero consuma ogni anno circa 22 litri di gasolio per mq abitato (una casa passiva ne consuma meno di 15 kWh/mq*a). La direttiva 91/2002 è volta proprio a ridurre questo gigantesco “buco nero energetico”, con risparmi stimati nell’ordine di 60 miliardi di Euro e 70 tonnellate di petrolio che gli equivalgono, oltre alla creazione di 300.000 nuovi posti di lavoro. Nel resto d’Europa cosa accade? le decisioni governative si orientano nella direzione del risanamento energetico delle preesistenze architettoniche e, in Danimarca ad esempio, si richiede la certificazione energetica per tutti gli edifici, non solo per quelli di nuova costruzione oppure oggetto di ristrutturazione. Queste scelte hanno comportato un ritorno degli investimenti del 13%, quasi come i bond argentini, ma molto più sicuri! Diversamente, l’Italia che pur ha il parco edificato più obsoleto tra i paesi europei industrializzati, ha risposto alla direttiva 91/2002 con pessimi decreti che hanno imposto i valori d’isolamento più bassi d’Europa. Il problema è molteplice: - tecnico per la mancanza di professionalità rispetto a queste tematiche, - culturale per la superficialità con cui si è procrastinato di affrontare la questione energetica sinora, - economico.
Nel panorama europeo le strade previste sono almeno tre: 1) l’incentivazione delle ESCO (Energy Service COmpany), società private che si propongono, con la partecipazione o meno della proprietà, di riqualificare condomini, complessi residenziali o pubblici. Questo è possibile perché le ESCO rientrano della spesa sostenuta al posto dei residenti, guadagnando dalla vendita, per un certo periodo, dell’energia derivante dalla maggior efficienza energetica degli edifici. 2) Incentivi fiscali prorogati fino al 2010 dalla nuova Finanziaria, consistenti nella detrazione irpef del 55% per chi ottiene determinati risultati in termini di efficienza energetica in conseguenza di una riqualificazione su un immobile esistente. 3) Costruire sul costruito finanziando a costo zero i risanamenti energetici. Dalla posizione in cui siamo in Italia in materia, può sembrare qualcosa di fantascientifico, invece è una strada originale percorsa con successo nei paesi scandinavi da imprese edili, cooperative di artigiani e professionisti del settore energetico. Come? Si consente di innalzare i fabbricati esistenti di un piano da mettere in vendita sul mercato. Con l’introito si procede interamente a risanare la parte preesistente dell’edificio senza alcuna spesa per i residenti. Oltretutto, contribuendo a rispondere alla crescente necessità di alloggi a prezzi contenuti (non ci sarebbe l’incidenza del costo del terreno) senza sottrarre ulteriore spazio al già ridottissimo verde pubblico. Da non sottovalutare è anche la possibilità di incentivare tutte le attività associate ad una nuova edilizia sostenibile, con la creazione di posti di lavoro che ne conseguirebbe.
(del 04/10/2007 alle 15:29:05, LEGGI POST, linkato 5870 volte)
Mentre nel resto d’Europa già da tempo si sostiene e si incentiva l’edilizia a basso consumo energetico e l’edilizia eco-compatibile, in Italia ci si sta muovendo in questa direzione solo ora che una Direttiva Europea ha imposto di cambiare registro. Al momento peraltro, i contributi statali sono previsti solo per chi esegue interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti, parti di edifici esistenti e singole unità immobiliari, di qualsiasi categoria catastale. Le agevolazioni per gli EDIFICI ESISTENTI attualmente previste dall’Art. 1 della Legge Finanziaria 2007 con l’emanazione dei successivi decreti attuativi del 19/02/2007, riguardano: a) Comma 344: interventi di riqualificazione energetica degli edifici che conseguono un indice di prestazione energetica inferiore di almeno il 20% rispetto ai limiti introdotti dal D.Leg. 311/06 (vedi allegato C). La quota massima di detrazione è pari a 100.000 Euro.
b) Comma 345: interventi riguardanti strutture opache verticali e orizzontali, finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, tali da far rispettare i limiti di trasmittanza introdotti dal D.Leg. 311/06 (vedi tabelle 2.1 e 4a dell’Allegato C). La quota massima di detrazione è pari a 60.000 euro.
c) Comma 346: interventi riguardanti l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno termico in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. La quota massima di detrazione è pari a 60.000 euro.
d) Comma 347: interventi riguardanti la sostituzione di generatori di calore esistenti con caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. Negli interventi sono compresi anche l’adeguamento degli impianti di trattamento dell’acqua, dei dispositivi di controllo e regolazione, nonché dei terminali di emissione e la trasformazione di impianti autonomi in centralizzati. La quota massima di detrazione è pari a 30.000 euro.
Per gli EDIFICI NUOVI: e) Comma 351: interventi di realizzazione di nuovi edifici di volumetria superiore a 10.000 mc., con data di inizio lavori anteriore al 31 dicembre 2007 e termine entro i tre anni successivi, per i quali l’indice di prestazione energetica sia inferiore di almeno il 50% rispetto ai limiti introdotti dal D.Leg. 311/06 (vedi tabelle 1.1 e 2.1 dell’Allegato C) La quota per la quale si può godere della detrazione è relativa ai soli extra costi sostenuti per conseguire il predetto valore limite ed include anche le maggiori spese di progettazione. Per sostenere le spese relative a questa detrazione fiscale è stato costituito un Fondo di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2007-2009.
Per tutti i suddetti interventi è prevista la detrazione fiscale del 55% in 3 quote annuali delle spese sostenute (e documentate) entro il 31 dicembre 2007. I soggetti a cui spetta la detrazione sono: le persone fisiche, gli Enti e i soggetti di cui all’art. 5 del Testo unico delle imposte sui redditi; i soggetti titolari di reddito d’impresa. Al fine di ottenere la riduzione dell’imposta lorda è necessario acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato, iscritto agli Ordini Professionali degli Ingegneri o degli Architetti o ai Collegi Professionali dei Geometri o dei Periti industriali. Tale asseverazione deve attestare la rispondenza dell’intervento a determinati requisiti, di seguito riassunti in funzione alla tipologie di intervento precedentemente elencate: a) l’asseverazione specifica solamente il rispetto del limite stabilito e ne riporta il valore in kWh/(mq*anno).
b) l’asseverazione specifica il valore di trasmittanza originaria del componente su cui si interviene e sottolinea che a valle dell’intervento viene assunto un valore di trasmittanza inferiore al limite citato. Nel caso di sostituzione di serramenti l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione del produttore rilasciata nel rispetto della Normativa Europea. Si sottolinea una contraddizione tra la Legge Finanziaria 2007 e il D.M. 19/02/2007: mentre la prima al comma 345 parla anche di “strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti)”, il Decreto all’art. 3, comma 3 cita solamente strutture verticali e finestre ed inoltre all’allegato D riporta valori limite di trasmittanza riferiti solamente a strutture verticali e finestre. Tale incongruenza è spiegata con il fatto che la tabella 3 della Legge Finanziaria 2007 riporta erroneamente un’inversione di valori relativi alle trasmittanze delle “coperture” e dei “pavimenti”; in attesa che venga corretto tale errore, quindi, sono sospesi gli incentivi relativi alle strutture orizzontali.
c) l’asseverazione specifica che i pannelli solari e i bollitori sono garantiti per almeno 5 anni, che gli accessori e i componenti elettrici ed elettronici sono garantiti per almeno 2 anni, che i pannelli solari presentano una certificazione di qualità conforme alle norme UNI 12975 rilasciata da un laboratorio accreditato, che l’installazione è stata eseguita in conformità ai manuali di installazione.
d) l’asseverazione specifica che il rendimento termico utile al 100% del carico è superiore ad un limite definito, e che sono installate valvole termostatiche od altri elementi di regolazione agenti sulla portata su tutti i corpi scaldanti, ad esclusione di quelli progettati con temperatura media dell’acqua inferiore a 45°C. Per impianti di potenza superiore a 100 kW, inoltre, l’asseverazione deve specificare che è stato adottato un bruciatore di tipo modulante, che la regolazione climatica agisce direttamente sul bruciatore, che è stata installata una pompa a giri variabile tramite inverter. Nel caso di impianti di potenza inferiore a 100 kW l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione dei produttori della caldaia e delle valvole termostatiche che attesti il rispetto dei citati requisiti.
I soggetti che intendono avvalersi della detrazione fiscale devono inoltre trasmettere all’ENEA, entro 60 giorni dalla fine dei lavori e comunque non oltre il 29 febbraio 2008: • copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica prodotto da un tecnico abilitato che può essere il medesimo che rilascia la precedente asseverazione. L’attestato deve essere realizzato secondo il modello riportato nell’allegato A del Decreto. Il calcolo può avvenire o secondo il D.Leg. 192/05 oppure, solamente per alcune tipologie di interventi, secondo la metodologia semplificata riportata nell’allegato B del Decreto. • la scheda informativa realizzata secondo il modello riportato nell’allegato E del Decreto. La trasmissione all’ENEA dei documenti può avvenire attraverso il sito www.acs.enea.it (ottenendo ricevuta informatica), oppure attraverso raccomandata con ricevuta semplice. Le persone fisiche devono effettuare il pagamento delle spese per gli interventi mediante bonifico bancario o postale. Si sottolinea, infine, che tutte le spese tecniche per l’attestato di qualificazione energetica rientrano negli importi detraibili.
NOTA BENE: non è necessaria alcuna comunicazione preventiva di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara.
Altri incentivi sono previsti per: il fotovoltaico, con un provvedimento che offre a famiglie, condomini, soggetti pubblici, imprese grandi e piccole la possibilità di diventare produttori di energia elettrica pulita e rinnovabile, sia per l’autoconsumo, sia per la cessione al sistema elettrico; il potenziamento dei certificati bianchi, prevedendo un innalzamento degli obblighi di risparmio. Un certificato bianco (o Titolo di Efficienza Energetica- TEE) è un’attestazione di risparmio energetico. In sostanza ai distributori di energia elettrica e gas, lo Stato riconosce un titolo (certificato bianco) per un valore equivalente ad una tonnellata di petrolio. Per ottenere i certificati, i distributori di energia elettrica e gas sono obbligati a realizzare risparmi sia attraverso interventi diretti (es.: cogenerazione), sia attraverso misure di promozione (es. lampadine scontate o gratuite a basso consumo) rivolte agli utenti finali. Per ogni certificato bianco i distributori ricevono 100 euro all’anno per 5 anni e, grazie alle misure promozionali, i consumatori arrivano a risparmiare in bolletta fino a 800 euro; le fonti rinnovabili, oggi basati sui “certificati verdi”; la cogenerazione ad alto rendimento; l’impulso alla bioedilizia per riqualificare il parco edilizio esistente e crearne uno ‘ecologico’ attraverso misure volte alla riduzione delle dispersioni termiche degli involucri degli edifici e ad un maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili.
(del 14/09/2007 alle 16:32:50, LEGGI POST, linkato 1593 volte)
Da oggi 14 settembre fino a lunedì 17 si svolge a Monzambano (Mantova) l’EnergiExpò, Fiera espositiva sulle energie rinnovabili e lo sviluppo del territorio. Organizzata con l’obiettivo di diffondere la cultura del risparmio e dell’efficienza energetica, prevede un convegno a tema con ingresso libero per ognuna delle quattro sere e degli stand allestiti nelle ex scuole medie, dalle singole aziende che partecipano alla manifestazione.
Autonoma ci sarà! Venite a trovarci al nostro stand in vicolo Balilla!!!
Per noi sarà l’occasione di dimostrarvi come nasce una casa passiva, quali esigenze va a soddisfare, quali vantaggi consente di ottenere in termini di comfort, benessere abitativo e risparmio energetico rispetto ad una casa tradizionale. Per voi sarà l’opportunità di trovare risposta a dubbi e perplessità.
Durante la Fiera, Autonoma presenterà anche “Casa Aliena”, il nuovo progetto composto da 4 unità monofamiliari passive, integrate in un’unica struttura ma indipendenti… un altro motivo per non mancare!!!
E per approfondire gli argomenti che più vi interessano…
domenica 16 settembre alle ore 18:00 presso la palestra delle ex scuole medie di vicolo Balilla Conferenza “La casa a basso consumo energetico… fino a 1,5 €/mq annuo”
vi aspettiamo!!!
(del 13/08/2007 alle 17:28:29, LEGGI POST, linkato 16722 volte)
Cosa significa “edificio a basso consumo energetico”? Un edificio a basso consumo energetico, coniuga comfort abitativo a basso costo energetico, collocandosi all’interno di una specifica classe energetica in base a quanto combustibile consuma all'anno per ogni metro quadro di superficie riscaldata. Date le svariate tipologie e costi dei combustibili disponibili, per semplificare ci si riferisce solo al gasolio da riscaldamento. Le classi energetiche sono pertanto suddivise (dalla più dispendiosa energeticamente, e quindi economicamente, alla più virtuosa) in: - Classe energetica G: > 160 Kwh/mq annuo = > 16 l. gasolio/mq annuo - Classe energetica F: tra 121-160 Kwh/mq annuo = 12,1-16 l. gasolio/mq annuo - Classe energetica E: tra 91-120 Kwh/mq annuo = 9,1-12 l. gasolio/mq annuo - Classe energetica D: tra 71-90 Kwh/mq annuo = 7,1-9 l. gasolio/mq annuo - Classe energetica C: tra 51-70 Kwh/mq annuo = 5,1-7 l. gasolio/mq annuo - Classe energetica B: tra 31-50 Kwh/mq annuo = 3,1-5 l. gasolio/mq annuo - Classe energetica A: < 30 Kwh/mq annuo = < 3 l. gasolio/mq annuo - CASA PASSIVA : < 15 Kwh/mq annuo = < 1,5 l. gasolio/mq annuo
La scelta di adottare per la classificazione energetica una tabella policromatica, dal verde (basso fabbisogno energetico) al rosso (alto fabbisogno energetico) abbinata alle lettere dell’alfabeto come già in uso per gli elettrodomestici, serve per consentire a tutti di capire se un edificio consuma molta o poca energia. La domanda di certificazione energetica prevede la certificazione termica dell’edificio ad opera ultimata e la pianta dello stesso. Questo certificato energetico serve per valutare con immediatezza e trasparenza l’efficienza energetica e i costi di gestione dell’edificio dal punto di vista energetico. E attribuirgli quindi un valore di mercato. Il certificato energetico prevede una sezione per la classe di isolamento termico ed una per la qualità dell’impiantistica. Il primo obiettivo è infatti quello di ridurre al minimo il fabbisogno termico dell'edificio; il secondo quello di rendere l'impiantistica utilizzata in linea con gli obiettivi di risparmio energetico, di tutela del clima e di protezione dell'ambiente. Tale ordine di priorità è dettato dal fatto che la vita di una casa è due o tre volte più lunga di quella degli impianti. Ottenuta la certificazione, viene rilasciata la targhetta energetica da esporre sulla facciata degli edifici in classe B, A e passivi come segno tangibile e riconoscibile della bassa classe energetica dell’edificio. La sua presenza contribuisce a rivalutarne l’immagine e il valore. Prendere dimestichezza ora con questa classificazione energetica significa entrare nell’ordine d’idee che la futura casa che acquisteremo sarà ad alto risparmio energetico. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato in via definitiva, un decreto legislativo che spinge l’edilizia italiana verso l’innovazione tecnologica ed il risparmio energetico, per cui tutti gli edifici nuovi o totalmente ristrutturati e quelli oggetto di compravendita dovranno essere muniti di certificato che ne attesti la capacità di risparmio energetico. Senza dimenticare che dal 1 luglio 2007, il certificato energetico è una condizione indispensabile per ottenere le agevolazioni fiscali previste in funzione di una maggiore efficienza energetica del patrimonio edile esistente.
(del 29/07/2007 alle 10:39:35, LEGGI POST, linkato 4815 volte)
Venerdì 27 luglio è stata inaugurata la prima casa passiva costruita in provincia di Mantova: casa Canellini a Campitello di Marcaria. Ho contato quasi cento persone presenti alla manifestazione organizzata da Autonoma, l' Agenzia Agire e il Comune di Marcaria. All'invito del proprietario il sig. Ermanno Canellini hanno aderito non solo gli addetti ai lavori (architetti, geometri, termotecnici, aziende del settore edile e termotecnico) ma anche i cittadini di Campitello e dei comuni limitrofi che hanno dimostrato il loro interesse all'argomento casa passiva e in particolare allo slogan ideato per l'occasione "Confort a 1,50 euro/mq". La manifestazione ha avuto inizio presso la Sala delle Delegazioni "Sala Civica" di Campitello dove, dopo il "benvenuto" del Sindaco di Marcaria Carlo Orlandini sono intervenuti prima Francesco Dugoni dell'Agenzia Agire poi Ermes Baroni di Opera global service e infine Massimo Smerieri di ET-Studio.
Francesco Dugoni ha presentato l'agenzia Agire che si propone di favorire un collegamento funzionale tra le diverse strutture e competenze oggi esistenti a livello locale (pubbliche o private) che si occupano di progetti e servizi connessi alle tematiche energetiche. L’intento di Agire è quello di assicurare un riferimento unitario e costante che incoraggi azioni sinergiche mirate ad uno sviluppo realmente sostenibile. Successivamente ha attirato l'attenzione della numerosa platea sugli aspetti collegati al consumo di energia dove gli edifici la fanno da padrone occupando il 50% del consumo totale e soprattutto sono responsabili di molti sprechi. In Italia ci sono 26 milioni di abitazioni delle quali almeno l'80% sono prive di isolamento termico -fonte ANIT (Associazione Nazionale Isolamento Termico e acustico). Dugoni ha messo a confronto il sistema costruttivo tradizionale, mediamente di CLASSE G, con quello di un edificio a basso consumo energetico dimostrando come semplici operazioni di isolamento termico permettano di realizzare una casa cosiddetta di CLASSE B ( consumo energetico inferiore a 43 KWh/mq anno). Nell'ultima parte del suo discorso Dugoni ha invitato tutti a fare una diagnosi del consumo energetico della propria abitazione fornendo gli elementi base per fare un calcolo della spesa energetica annua. A tale proposito ha anche dimostrato che i costi aggiuntivi per la realizzazione di un edificio a basso consumo energetico rispetto a uno tradizionale si ammortizzano in soli 5 anni con il risparmio economico che si ottiene sulle bollette.
Ermes Baroni, sensibilmente emozionato, ha ripercorso la storia di Casa Canellini passo dopo passo partendo dal momento in cui ha convinto il proprietario a cambiare il lotto di terreno orientato a nord-est e precedentemente acquistato con quello nuovo orientato a sud-ovest. Questa scelta ha gettato le basi di un ambizioso progetto: realizzare la prima casa passiva della provincia di Mantova e quindi raggiungere la certificazione di “CASA CLIMA” con sistemi di ventilazione meccanizzata con scambiatori di calore, che permettono di conservare all’interno dei locali il fresco d’estate, il caldo d’inverno e provvedendo in automatico al ricambio dell’aria interna.
Il discorso del signor Ermes Baroni, ideatore/coordinatore del progetto e amministratore di Opera global service di Verona, si è incentrato principalmente sulla descrizione della costruzione a secco ad ossatura metallica, altra particolarità di casa Canellini. Successivamente ha ringraziato tutte le maestranze che sono state coinvolte nel progetto, la professionalità delle quali ne ha permesso la realizzazione.
Massimo Smerieri, socio di ET-Studio e partner di Opera global service in Autonoma, è stato il vero protagonista di questa fase della manifestazione. Una volta presa la parola ha iniziato subito a descrivere la complessa impiantistica di casa Canellini e quali sono stati gli effettivi elementi che l'hanno portata ad essere classificata casa passiva.
Smerieri ha descritto in ogni minimo dettaglio la composizione delle pareti esterne in fibra di cellulosa proveniente dagli Stati Uniti, l’isolamento del tetto con lana di roccia e copertura in rame, la ventilazione del pavimento con igloo, i serramenti i PVC con triplo vetro ed infine l’impianto di ventilazione forzata con recupero di calore ad elevato rendimento. Ha spiegato che il suo maggior nemico nella progettazione di questa abitazione è stato il caldo e devo dire che ha vinto la sua battaglia a detta di tutti i presenti che dopo la presentazione del progetto hanno fatto visita a casa Canellini ritrovando un clima davvero confortevole.
La temperatura esterna di questo caldo pomeriggio di luglio aveva raggiunto i 36° C e all’interno dell’abitazione la temperatura era di 24° C. Quale poteva essere una dimostrazione migliore del fatto che una casa passiva da una parte riduce i costi di mantenimento energetico e dall’altra garantisce un confort senza eguali: il fresco è equamente distribuito in tutta l’abitazione.
Direi che è assolutamente azzeccato lo slogan “CONFORT a 1,50 euro/mq” così come la diretta testimonianza di Canellini ha potuto dimostrare, dati alla mano, che l’investimento per realizzare questa casa passiva rispetto ad averla costruita in maniera tradizionale è stato solo del 18% superiore.
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